Ala’a, ala

8 de novembro de 2020

By Manu

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In italiano ala è l’arto che ci manca per poter volare.

Gli animali della classe degli uccelli ce l’hanno, ma non tutti conservano la capacità di usarla profittevolmente.

In Brasile, un pomeriggio di brezza atlantica ho incontrato Ala’a. O Alita Linda, invenzione per amore della pronuncia.

Più tardi, davanti all’ hamburger con patatine dello Tio Sam, Ala’a mi ha chiesto “And you, what’s your dream?”.

– “I have not a dream… I think I have lost my illusions for things like dreams.” Le ho risposto.

A cena, aveva gli occhi lucidi mentre mi raccontava scaglie della sua storia. Ho quasi avuto nostalgia del futuro quando mi ha parlato di Istanbul, il suo lungo scalo sulla via del Brasile.

Nel tardo pomeriggio, divorando a falcate voraci le strade del centro città lei mi aveva detto “I came to Brazil to realize my dreams”. Mi aveva parlato guardandomi dritta negli occhi.

L’amicizia muove la capacità di ascolto in altre lingue, segna la tregua nell’ostilità che può esistere tra una persona e una lingua. Ala’a mi parlava in inglese, mentre pensava probabilmente in arabo o in arabo-inglese. Io l’ascoltavo chiamando a raccolta, oltre al mio inglese sempre troppo povero, il mio portoghese ancora claudicante e il mio italiano, per amor delle sfumature di significato.

Eppure l’ewe e il mina erano forse le mie lingue che potevano capire meglio l’emotività complessa e contraddittoria che una viaggiatrice per scelta o per necessità finisce per costruire dentro di sé nelle sue peripezie attraverso i continenti.

Nata e cresciuta in un paese che non l’ha mai accettata come cittadina a tutti gli effetti, con la consapevolezza che la terra natale dei suoi era messa a ferro e fuoco in una guerra che pare senza soluzione, Ala’a aveva scelto il Brasile come il luogo dove tentare tutto daccapo.

Tentare tutto daccapo. con altri presupposti, possibilmente inediti questa volta. A cominciare dalla danza.

Siamo andate a iniziarci al forró, rigorosamente con musica « ao vivo ». A onor del vero, vista la sveltezza dei suoi passi e la nitidezza di alcune figure che compose danzando con i cavalieri che le si presentarono, Ala’a era un’iniziata.

Mi ha donato un poco del suo coraggio, Ala’a. A fine serata avevo un sogno.

Ala’a mi ha fatto venire voglia di sopportare il dolore che è disincastrare un’ala incarnita i cui piumaggi arrivano a graffiarti il cuore.

Cosa significa la parola ala per te? Cosa significa nella tua lingua, se esiste?

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